Con questa guida proponiamo di far conoscere il territorio dei comuni di Bonarcado, Milis, Narbolia, Seneghe, paesi che si affacciano sulle pendici sud del Montiferru, un antico vulcano che ha lasciato in eredità un territorio fertile, abitato in ogni epoca storica.
Nel Montiferru, molti elementi di interesse hanno un forte riferimento nella natura vulcanica del territorio: le pareti rocciose, i duomi, i dicchi, che compongono la straordinaria sequenza di rocce, sempre diverse per forma e colore, sono il risultato delle emissioni vulcaniche e dell’azione dell’acqua e del vento, mentre le numerose sorgenti alimentano la fitta rete di rii e alcune suggestive cascate.


Nei paesi, da cui iniziano e terminano molti percorsi, possiamo conoscere i monumenti più importanti, le vie più antiche con le case in pietra abbellite da decori. Qui possiamo anche trovare le produzioni locali di qualità ed essere coinvolti nelle iniziative culturali e nelle feste tradizionali.


Il vero protagonista dei nostri percorsi è però il territorio rurale da attraversare a “passo lento” il modo migliore per leggere il complesso paesaggio articolato in specifici caratteri derivanti da elementi naturali e dalla sedimentazione del lavoro dell’uomo.
Il paesaggio che qui incontriamo può essere interpretato come un mosaico di paesaggi: leccete con alberi plurisecolari e suggetive sugherete; coltivazioni di pregio con uliveti e agrumeti; paesaggio legato agli allevamenti con pascoli, pascoli arborati, coltivazioni foraggere.
Un paesaggio non monotono ma che ha una sua unitarietà che deriva da aspetti culturali, pratiche tradizionali, saperi tramandati, come si vede dalla cura con cui si mantengono pascoli e coltivazioni.


Ma anche dalle opere realizzate nei secoli per il transito di persone ed animali, il ricovero lontano dal paese, la regimazione delle acque superficiali e la disponibilità della fondamentale risorsa acqua in ogni stagione.


Queste opere, per l’uso di tecniche tradizionali e materiali locali, contribuiscono a dare un senso di unitarietà al paesaggio; in particolare i muretti a secco segnano tutto il territorio pur con funzioni diversificate: delimitazione di strade pubbliche e proprietà private, protezione degli animali al pascolo, contenimento di terrazzamenti.


Nel territorio esiste una fitta rete di tracciati che si sono formati nei secoli per differenti usi del territorio: collegamenti tra paesi, transumanza e penetrazione agraria, utilizzo delle risorse forestali, pellegrinaggio.
Nel secolo scorso le strade di collegamento tra i paesi dell’area e verso l’esterno sono state adeguate alle nuove modalità di spostamento, ma molte strade vicinali e sentieri sono ancora utilizzati per le attività agricole, pastorali e forestali che non solo realizzano produzioni di qualità, ma hanno anche un ruolo importante nella manutenzione del territorio e nella riproduzione del paesaggio.


Per questo abbiamo scelto di proporre percorsi su strade e sentieri di uso pubblico che ben si prestano per conoscere il territorio con forme di turismo rispettoso delle comunità locali e del loro lavoro.
L’ipotesi di realizzare una rete di percorsi in questi comuni prende spunto dall’insieme di conoscenze derivante dall’attività di ricerca storica e archeologica svolta su questi territori dall’archeologo Giuseppe Maisola, dalle cui pubblicazioni sono tratte le descrizioni dei luoghi di interesse archeologico e storico.

Egualmente importante l’attività di ricerca, formazione e conoscenza diretta del territorio, svolta dall’Associazione Tocoele in oltre 10 anni. Numerose e partecipate escursioni hanno permesso di conoscere da vicino le principali emergenze in ambito archeologico e architettonico, con una significativa “riappropriazione” della storia locale e della conoscenza del ricco patrimonio materiale esistente.
