“Paesaggio” designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni (Convenzione Europea del Paesaggio).
Un concetto complesso perché queste interrelazioni mutano nel tempo ed ogni tempo lascia “un ricordo” che si somma ai precedenti: il paesaggio incorpora la memoria del lavoro delle generazioni passate e costituisce un patrimonio per le generazioni future. E’ quindi un bene comune di tutti gli abitanti di un territorio che per essere riprodotto ha bisogno di cura e manutenzione continua.
I nostri itinerari, si svolgono in prevalenza attraverso il territorio rurale percorso a “passo lento” permettendo di conoscere gli aspetti comuni del territorio rurale e gli aspetti specifici legati a differenti condizioni naturali e differenti usi del territorio. Qui non incontriamo paesaggi “incontaminati” (espressione quasi sempre usata a sproposito), ma paesaggi vivi, ricchi di elementi naturali e di una fitta sedimentazione del lavoro dell’uomo con testimonianze di diversi millenni.
PAESAGGIO RURALE
In Sardegna, particolarmente nelle aree interne, sono ancora presenti paesaggi storici derivati da pratiche tradizionali e da saperi tramandati, che hanno anche oggi un importante ruolo economico e sociale. Paesaggi che sono anche “contenitori” del ricco e diffuso patrimonio archeologico, storico, religioso: nuraghi, chiese campestri e santuari, capanne e ricoveri tradizionali, fonti e mulini, antichi cammini e tutte le altre forme di beni identitari.
In questa parte del Montiferru il paesaggio è molto articolato in funzione dei differenti usi del suolo; boschi e macchia mediterranea, pascoli e coltivazioni foraggere, uliveti ed altre coltivazioni legnose agrarie si alternano componendo un mosaico molto vario. Alcune componenti del paesaggio rurale assumono una identità specifica in quanto si riferiscono a porzioni consistenti di territorio e contraddistinguono i nostri itinerari per un tratto non breve.
Il patrimonio “verde” del Montiferru è consistente: i sistemi forestali coprono il 36% della superficie. Si tratta prevalentemente di boschi (72% dei sistemi forestali), il rimanente è costituito da macchia mediterranea. Alcuni itinerari permetteranno di conoscere il Paesaggio delle leccete, il Paesaggio delle sugherete.


A questi sistemi forestali derivati dalla originaria foresta mista di querce, si è aggiunto negli anni ’50 un impianto artificiale che ha portato alla completa sostituzione del precedente paesaggio dunale con il Paesaggio della Pineta di Is Arenas.

Una parte consistente del territorio è occupata da pascoli, pascoli arborati, coltivazioni foraggere e strutture di allevamento, costituendo il Paesaggio zootecnico.


Il Paesaggio degli uliveti ed il Paesaggio degli agrumeti,fanno riferimento a due importanti coltivazioni arboree: uliveti ed agrumeti oltre ad impreziosire il paesaggio rurale realizzano produzioni di elevata qualità.


Aggiungiamo un’ulteriore componente, il Paesaggio nuragico, che risponde alla necessità di evidenziare che il paesaggio rurale locale è segnato in modo consistente dai resti delle costruzioni del periodo nuragico. Queste strutture, seppur molto frequenti nel territorio, sono spesso “nascoste” dalla vegetazione o non raggiungibili perché all’interno di proprietà, ma in alcune situazioni riescono a determinare un forte impatto sul paesaggio.


Mentre in altri contesti regionali le trasformazioni dovute all’agricoltura specializzata e intensiva, hanno portato all’eliminazione di siepi, alberi secolari isolati, aree improduttive, nei paesaggi della Sardegna sono ancora ben presenti sia le piccole opere che la vegetazione spontanea.
muretti a secco


pinettas e ricoveri vari


sentieri e mulattiere


ponticelli e piccole opere idrauliche


Le siepi: pervinca sarda (variante endemica), rosa canina,


alberi secolari isolati lungo i sentieri


alberi da frutta selvatici: fico, pero, pruno, mandorlo, corbezzolo, ecc.


Il fico d’india, ha un ruolo importante: protegge i confini e segnala da lontano la presenza dei nuraghi.


Erbe commestibili: aglio triquetro, asparago selvatico, bietola, borragine, finocchietto, ecc. tante sono le erbe che si incontrano lungo i sentieri e le sterrate e che sono largamente utilizzate nella cucina tradizionale.

