NURAGHI COBULAS E TRONZA

Percorso che ci fa conoscere da vicino due nuraghi del territorio di Milis, rappresentativi di due periodi differenti nella lunga storia di questa civiltà, differenza sottolineata dalle diverse tipologie costruttive.

Il Nuraghe Tronza è un nuraghe a corridoio, ovvero appartiene alla fase più antica di costruzione dei nuraghi; il Cobulas è un nuraghe complesso, con molte torri, costruito alcuni secoli più tardi, nella fase di maggiore espansione delle costruzioni nuragiche.

Il percorso proposto si svolge prevalentemente su sterrate o su strada locale asfaltata con scarso traffico. Lunghezza di circa 4,5 Km senza dislivello; tempo di percorrenza totale, poco più di un’ora. Attenzione: in caso di periodo di piogge molto prolungato, il Riu Strampadorzu può esondare al ponticello (300 m. da Cobulas, segnaposto 2).

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Il punto di inizio del percorso è posto alla periferia nord est di Milis, dove la via Roma incrocia la strada comunale S’Ortu ‘e Susu. Si segue la vecchia provinciale, con traffico limitato, in direzione Bonarcado per 800 m, fino all’ingresso dell’area archeologica di Nuraghe Cobulas (segnaposto 1).

Il cancello sulla nostra sinistra permette l’accesso all’area, che deve avvenire con le seguenti precauzioni: seguire il percorso di visita tenendosi a distanza dalla strutture che solo parzialmente sono state messe in sicurezza, senza salire sulle stesse e rispettando il luogo. Dal cancello si scorge il nuraghe al termine del sentiero.

Il nuraghe complesso Cobulas è uno dei più importanti della zona ed è stato sottoposto ad indagini archeologiche nella seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso e successivamente negli anni dal 2014 al 2021.

Il nuraghe sorge su un lieve pendio ad una quota di 97 m s.l.m tra le località Perda Lada e Bena Lughia. L’area è interessata da un’abbondante presenza di acqua con una fonte ad una distanza di circa 200 m in direzione N – NO dal nuraghe e diversi affluenti del Rio Mannu, con scorrimento da N verso S che solcano l’area. L’edificio, fabbricato in blocchi di basalto locale, è composto da una torre centrale e da una torre minore attigua, comprese all’interno di un ampio cortile attorno al quale sono collocate quattro delle cinque torri marginali disposte agli angoli di un pentagono irregolare con una ulteriore torre settentrionale verso N, contrapposta al cortile. Le torri periferiche hanno un diametro in media di circa 7,30 m, mentre la torre centrale raggiunge un diametro di 11 – 11,50 m1. Sulla base dei materiali rinvenuti si è proposto di datare la fabbricazione dell’edificio tra la fine del XV e il XIII sec. a. C. (G. Maisola, Ricerche di Archeologia dei Paesaggi nell’alto oristanese)

Al termine delle campagne annuali di scavo, a cui l’Associazione Tocoele ha sempre assicurato un supporto logistico, sono state realizzate iniziative di informazione alla popolazione sui ritrovamenti, sulle conoscenze acquisite e sul riuso delle strutture nei periodi successivi al termine dell’era nuragica.

Ecco la situazione attuale al termine degli scavi e degli interventi per la messa in sicurezza di alcune strutture e per rendere agibile il sito.

Terminata la visita ritorniamo al cancello, attraversiamo la strada provinciale e imbocchiamo la sterrata che troviamo di fronte, la strada Is Benas; dopo 300 m (segn. 2) incrociamo una sterrata, indicata nel cessato catasto (fine ‘800), come “strada da Milis a Bonarcado”. Per le sue caratteristiche e per la presenza lungo il percorso di una località Biellogu, questa strada potrebbe essere identificata con la “Bia de Logu”, ossia la “strada del regno” una importante strada medievale citata nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado.

Il percorso di quella che doveva essere la bia de Logu parte dalla zona denominata Su Cunzau Nou, presso la periferia settentrionale di Milis e procede in direzione di Bonarcado costeggiando il nuraghe Su Livariu fino alla sponda meridionale del rio Roia Narba; da qui svolta ad O e continua verso settentrione, fino a Bonarcado. Questa strada si presenta, nel tratto presso il nuraghe Su Livariu, come una carreggiata ricavata sulla roccia affiorante con profondi solchi ben evidenti; procede poi con un battuto di terra e nell’ultimo tratto è ricalcata dall’attuale strada che collega Milis a Bonarcado. Dalla sponda presso il rio Roia Narba partiva un’altra direttrice chiamata via de Strampadorzu che procedeva, attraversando la regione di Serra e Mesu, in direzione di Seneghe; tratti di questa strada confondo in acciottolato sono documentabili nella zona di Strampadorzu. (G. Maisola, Ricerche di Archeologia dei Paesaggi nell’alto oristanese)

Lasciamo quindi sulla sinistra la strada che si dirigeva a Bonarcado e seguiamo la sterrata sulla destra che supera con un ponticello il Riu Strampadorzu, mentre la vecchia strada proveniente da Milis resta sulla riva destra del rio, ma non sempre è praticabile per la folta vegetazione. Attraversiamo ora una zona con pascolo e coltivazioni, fino a raggiungere la strada comunale S’Ortu e Susu (segn. 3), che si prende a sinistra.

Si attraversa ora la “Vega” di Milis che custodisce gli storici aranceti protetti da muri, filari di piante e canneti: solo alcuni cancelli permettono di lanciare uno sguardo sulle famose coltivazioni. Superato S’Arriu Mannu (Segn. 4) si completa l’attraversamente degli agrumeti (segn. 4) e si prende a sinistra la strada che costituisce un “confine”: a sinistra gli agrumeti, a destra i seminativi e le aziende agricole con allevamenti.

Siamo percorrendo una importante strada storica, “Su caminu de sa Serra“, una strada medievale che in questo tratto collegava i centri di Milis e Bonarcado (vedi il percorso: Da Milis a Bonarcado). Si prosegue per 800 m fino ad incontrare sulla sinistra il cancello di accesso al nuraghe Tronza e il cartello di segnalazione del sito (segn. 6).

Questo nuraghe, posto ad un Km di distanza in linea d’aria dal Cobulas, dista nel tempo alcuni secoli; è infatti un nuraghe “a corridoio” una tipologia più antica dove mancano gli elementi che più ci aspettiamo di vedere in una costruzione nuragica, ovvero le torri. La vicinanza tra questi due siti permette quindi di osservare il modificarsi nel tempo delle strutture nuragiche più rappresentative.

Strutture relative a nuraghe di tipo arcaico a corridoio, a pianta ellittica, edificato in grossi blocchi poligonali di basalto locale. L’altezza residuale delle strutture è di circa 5 m. L’edificio si trova su un modesto rilievo, a 88 m di altitudine, presso la sponda destra del Rio Mannu. La parte meglio conservata delle strutture è quella posta a N, mentre quella meridionale è difficilmente osservabile anche a causa della fitta vegetazione. Nella parte meridionale si notano notevoli cumuli di materiali di crollo provenienti dal nuraghe stesso con massi anche di grandi dimensioni. Nella situazione di scarsa visibilità attuale non è stato possibile individuare gli ingressi all’edificio. Cronologia iniziale / finale: XVII – XV a. C. (Giuseppe Maisola, Ricerche di archeologia dei paesaggi nell’alto Oristanese).

Posizione del Nuraghe Tronza, rispetto a S’Arriu Mannu (foto satellitare da google earth)

Per il ritorno si ripercorre la strada fatta fino al segnaposto 3 e proseguendo sulla strada Ortu ‘e Susu per 450 m si raggiunge il punto di inizio del percorso.

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