
Il percorso segue il tracciato della strada che nella cartografia dell’ottocento è chiamata strada da Bonarcado a Narbolia, strada che incontra l’abitato di Seneghe nella attuale periferia sud-orientale.
Il territorio, prevalentemente pianeggiante, è molto vario: estesi uliveti, pascoli arborati, boschi di sughere e di roverella.
Caratteristiche del percorso: al di fuori dei centri abitati la strada è prevalentemente sterrata; lunghezza: 5,6 km con piccole variazioni di quota; date le basse quote, escludere i periodi più caldi. Tempo di percorrenza 1 0ra e 45 minuti sia in andata che in ritorno.
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Si inizia dalla piazza monumentale di Bonarcado, con il Santuario di Santa Maria di Bonacatu e la Chiesa romanica di Santa Maria. Nei pressi di quest’ultima, si possono scorgere i resti di ulteriori edifici dell’Abbazia di Bonarcado.


In direzione sud si segue corso Italia ed al suo termine via Segni, fino ad incontrare sulla destra la via Mazzini che si percorre fino al termine. Si prosegue nella medesima direzione per pochi metri (segnaposto 1) e si continua sempre dritto prendendo la strada di campagna sul lato destro della cabina elettrica.
La strada in salita (Su caminu de Prei Pilli) corre a fianco di alcuni uliveti, supera il frantoio e si porta a poche decine di metri dalla provinciale che collega i due comuni.


La strada scende verso la valletta in cui scorre s‘Arroja ‘e Seneghe: la vegetazione ai bordi della strada si fa più fitta, costituendo una galleria verde, mentre la coltivazioni sono date prevalentemente da ulivi.


Percorsi 1100 m da via Mazzini, si supera il rio e si entra nel territorio di Seneghe, ma non cambia l’alternanza delle coltivazioni arboree e dei pascoli.
Alcune aree a roverella mostrano la caratteristica di queste piante che pur essendo decidue, mantengono le foglie secche d’inverno, lasciandole cadere molto tardi.
Un sentierino, con i muretti che emergono dalla vegetazione, ci fa apprezzare il valore paesaggistico di queste opere che sapienti mani ci hanno tramandato.



Seguono boschetti di sughere con alcuni esemplari di notevoli dimensioni che emergono dai muretti al bordo dei sentieri.
Si incontra ora, a 1100 m dal precedente, il corso d’acqua, S’Arroja ‘e Narba superato il quale bisogna prestare attenzione al successivo incrocio dopo circa 200 m.
Il bel sentiero a sinistra segue il tracciato della strada Seneghe – Bonarcado, come indicato nella cartografia ottocentesca, ma poco più avanti il vecchio tracciato non è più percorribile.
Si prende invece a destra e dopo 100 m a sinistra, (mentre proseguendo si arriverebbe in breve alla provinciale 11).
La strada prosegue lasciandoci intravvedere da un lato aree a pascolo con sullo sfondo i boschi del Montiferru e dall’altro estesi uliveti.
Una sughera gigantesca si accompagna ad un mandorlo in fiore in questo inizio di febbraio.


Si supera il terzo “fiume”, s’Arroja e Molineddu, giusto un chilometro dal precedente e con altri 500 m si arriva alla periferia sud orientale di Seneghe. Si prosegue nella medesima direzione dell’ultimo tratto, fino ad incontrare sulla sinistra la via Aragona che si percorre fino ad incrociare Corso Umberto. Andando a destra è possibile rientrare a Bonarcado realizzando un percorso ad anello (vedi la scheda dell’itinerario da Seneghe a Bonarcado).
Andando a sinistra invece si prosegue per il Centro storico: si consiglia di percorrere la via Pippia, una delle strade più caratteristiche del centro storico, che si prende sulla sinistra dopo aver percorso un centinaio di metri del Corso. Al termine della via si è a pochi metri dalla piazza dove sorge la Parrocchiale.


MAPPA DEL PERCORSO
