PAESAGGIO DEGLI AGRUMETI

Itinerari che permettono di conoscere questo paesaggio:

  • Da Milis a Bonarcado
  • I Nuraghi Cobulas e Tronza

La coltivazione di aranci, cedri e limoni nella Vega di Milis ha origini antiche, come testimoniato dai documenti medievali; in diverse schede del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado sono presenti riferimenti ad agrumeti e frutteti nella proprietà abbaziale di San Giorgio di Calcaria, area ancora oggi caratterizzata dalla presenza di agrumeti.

I viaggiatori dell’ottocento che hanno visitato la vega ne danno una descrizione entusiastica, di una coltivazione che non teme confronti in Europa.

Paul Valéry, nel suo “Viaggio in Sardegna” compiuto nel 1834, così si esprime:

“Fu il primo giorno del mese di maggio, con un tempo magnifico, che visitai gli orti, o piuttosto la foresta, d’aranci di Milis, quest’ornamento della Sardegna che conta più di 50.000 alberi e la cui vicinanza mi fu annunciata da una brezza profumata. Questo bosco, cinto di colline che lo riparano e di cui ho attraversato per parecchie ore l’ombra deliziosa e i folti boschi cedui, era allora animato dal canto degli uccelli e dal mormorio dei mille piccoli ruscelli che bagnano alla radice questi alberi sempre assetati. Uno strato solido di fiori d’arancio copriva il suolo; io camminavo, scivolavo su quella neve odorosa….

L’abbondanza dei frutti è prodigiosa: lunghi bastoni e sarmenti sostengono i rami, piegati, spesso, sotto il carico delle arance e dei limoni, che non ammontano mai, in un’annata media, a meno di dieci milioni…..

Nel giardino del marchese Boyl si trova l’albero più grande di Mills, insignito del titolo di re degli aranci; un uomo non riesce ad abbracciarlo, e questo bell’albero inoltre unisce al profumo, alla dolcezza, allo splendore dei fiori e dei frutti, l’altezza e la maestosità della quercia.”

Alberto Della Marmora in Itinerario dell’Isola di Sardegna:

“Il viaggiatore che preferirà invece vedere qualche albero e dei bei frutti dorati, non avrà che da superare l’interminabile ponte del piccolissimo villaggio in questione( si tratta di Tramatza e del suo storico ponte), e fare una strada di cinque chilometri in linea retta, per arrivare al giardino delle Esperidi di Sardegna e cioè a Milis e a Villa Boyl. …. Non lontano da questa bella casa si trovano i frutteti, o per meglio dire, i boschi d’aranci molto rinomati nell’Isola, alla quale forniscono la quasi totalità delle arance che consuma.”

Riporta poi il testo di Valery di cui condivide la descrizione entusiastica e aggiunge un altro calcolo sulla produzione annuale di arance, ben 60 milioni (pur con qualche dubbio che il dato possa essere esagerato) e così prosegue:

“Aggiungerò che, avendo visitato la famosa valle di Soller nell’isola di Maiorca, famosa per le arance che fornisce alla Francia, trovo che non abbia niente di minimamente paragonabile a quella di Milis.”

Heinrich von Maltzan nel suo “Viaggio nell’isola di Sardegna” confronta gli agrumeti di Milis con altre aree conosciute:

“Chi non ha visto che le misere piante di Agrumi di Nizza e Mentone con i loro frutti aspri non può avere un’idea del rigoglio col quale queste piante si sviluppano. Le stesse Sorrento e Palermo, anzi, persino la ridente Puerto di Soller a Miorca a malapena potrebbero reggere un confronto con Milis.”

Si interroga poi sui motivi di questo coltivazione così rigogliosa: abbondanza di acqua, terreno fertile, clima, ma soprattutto la protezione fornita dal Montiferru nei confronti del Distruttore, ossia del maestrale. Conclude con il confronto con la vega di Oristano, “che gode di una temperatura più elevata della vega di Milis, eppure dà solo aranci e limoni stortignaccoli, perchè non protetta ed esposta al Distruttore.”

Il paesaggio attuale

Le preziose coltivazioni sono protette dai venti con alti muri o con filari di canne e di arbusti che permettono solo in alcuni punti, in genere i cancelli, di intravvedere le ordinate file degli agrumeti.

Solo in occasione dell’iniziativa “ortus apertus” che si tiene in primavera a cura del Comune, della Pro Loco e di altre associazioni e con la partecipazione dei produttori, è possibile attraversare le coltivazioni e conoscere storia ed attualità di queste produzioni.

Alcune foto aeree permettono di capire la cura che viene dedicata non solo alle produzioni, ma anche al territorio nel suo insieme realizzando un paesaggio che ancora desta ammirazione. (Geoportale della Regione Sardegna: particolari di foto dei centri matrice, piani di volo 2010-2011).